IL PASSATO DEL NOSTRO PAESE                                         

IL TOPONIMO di Trebaseleghe non ha una derivazione certa. Per qualche studioso avrebbe origine da “TRE VICHI” ossia tre borghi; secondo altri dalla voce greca “BASILICA” nel senso di tre edifici posti in luogo vicino al faro (piazza-mercato); per altri ancora sarebbe a ricordare tre ricostruzioni della chiesa madre anche se l'arcipretale S. Maria è stata ricostruita più di tre volte, l'ultima in questo secolo. Dell'area originaria di 7500 mq, rimane tuttora un'ultima parte identificabile nel verde prato denominata “Prà della fiera". Antichissima è la fiera che ha luogo annualmente in settembre, se ne ha documentazione scritta dal 1338, ma la sua istituzione sembra dati nel 1150. Importante manifestazione regionale del settore della agricoltura, dell'artigianato, arricchita da attività sportive, culturali, ricreative. Il paese era presente già in epoca romana, come testimoniano i reperti ritrovati. Il paese era quindi un feudo vescovile, con un castello circondato da fossato che venne più volte devastato prima da Ezelino da Romano, poi nelle guerre fra Padovani e Trevigiani. Il territorio subì gravi danni per le invasioni degli Ungari (1356) e le scorrerie degli eserciti che si susseguirono fino alla sconfitta dei Carraresi, signori di Padova. Il periodo di tranquillità iniziato dalla dominazione della Serenissima ebbe un intermezzo di violenze agli inizi del 1500, a seguito      della guerra portata dagli eserciti della Lega di Cambrai.

Trebaseleghe era già Parrocchia nel 980. Il toponimo “Tribus Basilicis” appare per la prima volta nella bolla di Papa Eugenio III del 1152, con la quale erano definiti i diritti del Vescovo di Treviso sulla “Pieve   concastello, villa e pertinenze”, diritti confermati in epoche successive dall’autorità imperiale, a cominciare  dal Barbarossa.Alla Pieve di Trebaseleghe (1152), una delle maggiori della Diocesi di Treviso, facevano capo, come a una Chiesa madre, le cappelle di Fossalta, Piombino Dese, Levada, Scandolara, Rio S. Martino, Scorzé e Cappelletta.Alta era la considerazione di cui godeva il Feudo di Trebaseleghe, come emerge dai documenti del tempo (1158). Gli Avogari ricevevano l’investitura come feudatari del Vescovo e suo vescovado, specificatamente di S. Maria di Asolo e di Trebaseleghe: <<… feudationis Domini Episcopi Tarvisini et eius Episcupatus S. Mariae de Asolo et Triumbasilicarum >>.Il villaggio ed il castello di Trebaseleghe furono devastati nel 1224 dalle truppe di Ezzelino da Romano. Da allora il centro andò perdendo gradualmente di prestigio anche per il successivo trasferimento dell’Avogaro dal castello di Trebaseleghe a quello di Noale, di cui Trebaseleghe seguirà le sorti fino al 1806, anno in cui vennero applicate le norme napoleoniche che dettero nuova forma alle civiche amministrazioni.Varie sono le derivazioni cui si fa risalire il toponimo di Trebaseleghe. La più accreditata lo fa discendere dalla voce greco/romana di “BASILICA” nel senso di edificio porticato posto in luogo vicino al Foro (piazza – mercato) per l’amministrazione della giustizia, il commercio la distribuzione del grano.Dell’area originaria di circa 7500 mq., comunemente denominata “Prà della Fiera”, rimane tuttora un’ultima porzione identificabile nel verde prativo confinante con via don Luigi Sturzo. Anticamente sarebbero esistiti in quest'area tre edifici porticati (tre basiliche) che servirono quindi a localizzare il villaggio di Trebaseleghe.A questo significato si rifà lo stesso stemma civico del Comune ufficialmente concesso nel 1920